SECONDA PROVA – DIRETTA LIVE

CLICCA QUI PER GLI AGGIORNAMENTI SULLA MATURITA’ 2013 Aggiornamento Maturità 2010: Soluzioni della Seconda Prova!!! (Clicca) . RAGAZZI CHE GIORNATA...

CLICCA QUI PER GLI AGGIORNAMENTI SULLA MATURITA’ 2013

Aggiornamento Maturità 2010: Soluzioni della Seconda Prova!!! (Clicca)

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RAGAZZI CHE GIORNATA QUELLA DELLA SECONDA PROVA!!

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UN GRAZIE A TUTTI VOI CHE CI AVETE INVIATO SEGNALAZIONI E DOMANDE, CI AVETE SOMMERSO CON 463 RICHIESTE, MA CE L’ABBIAMO FATTA ;-)

I GUARDIANI DELLO ZOO SONO SEMPRE CON VOI!
FORZA E ONORE ANCHE ALLA TERZA PROVA!

SCUOLAZOO TEAM

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8.36 = LATINO LA VERSIONE E’ QUESTA…

TRADUZIONE CORRETTA A TEMPO DI RECORD!

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. Messaggio da dentro di una nostra amica che ci scrive via sms “nec vero audiendi”

Cicerone – Rhetorica – De Officiis – Liber Primus – 88

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Nec vero audiendi qui graviter inimicis irascendum putabunt idque magnanimi et fortis viri esse censebunt; nihil enim laudabilius, nihil magno et praeclaro viro dignius placabilitate atque clementia. In liberis vero populis et in iuris aequabilitate exercenda etiam est facilitas et altitudo animi quae dicitur, ne si irascamur aut intempestive accedentibus aut impudenter rogantibus in morositatem inutilem et odiosam incidamus et tamen ita probanda est mansuetudo atque clementia, ut adhibeatur rei publicae causa severitas, sine qua administrari civitas non potest. omnis autem et animadversio et castigatio contumelia vacare debet neque ad eius, qui punitur aliquem aut verbis castigat, sed ad rei publicae utilitatem referri.
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Cavendum est etiam ne maior poena quam culpa sit et ne isdem de causis alii plectantur alii ne appellentur quidem. prohibenda autem maxime est ira puniendo; numquam enim iratus qui accedet ad poenam mediocritatem illam tenebit quae est inter nimium et parum quae placet Peripateticis et recte placet modo ne laudarent iracundiam et dicerent utiliter a natura datam. Illa vero omnibus in rebus repudianda est optandumque ut ii qui praesunt rei publicae legum similes sint quae ad puniendum non iracundia sed aequitate ducuntur.


88. Non bisogna dare ascolto a coloro i quali credono che dobbiamo adirarci fieramente coi nostri nemici, e anzi vedono appunto nell’adirarsi il carattere distintivo dell’uomo magnanimo e forte: no, la virtù più bella, la virtù più degna di un uomo grande e nobile è la mitezza e la clemenza. Negli Stati liberi, ove regna l’eguaglianza del diritto, bisogna anche dare prova di una certa arrendevolezza, e di quella che è solita chiamarsi padronanza di sé, per non incorrere nella taccia di inutile e odiosa scontrosità, se ci accada di adirarci con ímportuni visitatori o con sfrontati sollecitatori. E tuttavia la mite e mansueta clemenza merita lode solo a patto che, per il bene superiore dello Stato, si adoperi anche la severità, senza la qualenessun governo è possibile. Ogni punizione e ogni rimprovero, però, devono essere privi di offesa, e mirare, non alla soddisfazione di colui che punisce o rimprovera, ma solo al vantaggio dello Stato.

Bisogna anche badare che la pena non sia maggiore della colpa e non avvenga che per le medesime ragioni alcuni siano duramente colpiti altri neppure richiamati al dovere. Soprattutto è da evitare la collera nell’atto stesso del punire: chi si accinge al castigo in preda alla collera non terrà mai quella giusta via di mezzo che corre fra il troppo e il poco via che piace tanto ai Peripatetici e piace a ragione solo che poi non dovrebbero lodare l’ira dicendo che essa è un utile dono della natura. No l’ira è da tenere lontana in tutte le cose e bisogna far voti che i reggitori dello Stato assomiglino alle leggi le quali sono spinte a punire non per impeto d’ira ma per dovere di giustizia.

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8.52 TRACCE DI MATEMATICA SCANNERIZZATE


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MATEMATICAASCARICA QUI IL PDF:  tracce-matematica-SECONDA PROVA 2009

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SOLUZIONI PROBLEMA 1

SOLUZIONE PROBLEMA 2


Quesito 1: L’INTEGRALE DI sen x = – cos la funzione è allora y = -cos(x) + costante
imponendo il passaggio per il punto (0;2) si ha 2 = -cos(0) + costante ovvero costante
la funzione è allora y = 3 – cos(x)

 

Quesito 2: Poichè gli elementi del dominio (di A) sono maggiori di quelli del codominio di B) non possono esistere funzioni iniettive e neanche biettive quindi. Tutte le funzioni saranno dunque suriettive.ù

Quesito 3:

quesito 3

 

 

 

 

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.Quesito 4: Falso. Soltanto il triangolo equilatero, il quadrato e il pentagono regolare possono essere facce di poliedri regolari; infatti in un vertice di un poliedro devono convergere almeno 3 facce che non stiano sullo stesso piano; quindi la somma dei loro angoli deve essere inferiore a 360°.

Quesito 5:

quesito 5


 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Quesito 6:

quesito 6

 

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Quesito 7:

quesito 7

 

 

 

 

 

 

 

 

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…..

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..

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Quesito 8:

quesito 8


 

 

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Quesito 9:

QUESITO 9

 

 

 

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Quesito 10:

quesito 10

 

 

 

.Quesito quesiti sono stati svolti dalla redazione di Studenville!

 

ATTENZIONE! Molte tracce e quesiti di matematica sono comuni ad altri ordinamenti…controllare lo schema.

TRADIZIONALE
QUESITI:2,7,9 = PNI = TECNOLOGICO

PNI
TUTTI I QUESITI = TECNOLOGICO

TECNOLOGICO
TUTTI I QUESITI = PNI

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PNI, piano nazionale informatica



SOLUZIONE PRIMO PROBLEMA PNI:

.SOLUZIONE CORRETTA PNI

 

 

Soluzione quesito 1 : integrale da -b a b del valore assoluto di x-a in dx…il valore assoluto si divide in due funzioni x-a quando x è maggiorie di a e a-x quando x è minore di a quindi l’integrale cercato sara la somma di due integrali semplici…intgraleda -b ad a di a-x +l’integrale da a a b di x -a…svolgendo i calcoli si trova che..(ax-x^2/2)da -b ad a+(x^2/2-ax)da a a b….=a^2-a^2-(-ab-b^2/2)+b^2/2-ab-(a^2-a^2)=a^2+b^2

SOLUZIONE quesito 2 DEL PNI
Poichè gli elementi del dominio (di A) sono maggiori di quelli del codominio di B) non possono esistere funzioni iniettive e neanche biettive quindi. Tutte le funzioni saranno dunque suriettive.

SOLUZIONE quesito 4 DEL PNI
E’ FALSO,in quanto solo il triangolo equilatero, il quadrato e il pentagono regolare possono essere facce di poliedri regolari; infatti in un vertice di un poliedro devono convergere almeno 3 facce che non stiano sullo stesso piano; quindi la somma dei loro angoli deve essere inferiore a 360°.
Non esistono poliedri regolari aventi come facce poligoni regolari con 6 lati xchè in ogni vertice convergono degli angoli che formano un angoloide (ad esempio in ogni vertice del cubo, convergono tre angoli retti, che formano le facce di un angoloide di 270gradi) e la somma degli angoli che formano le facce di un angoloide deve essere minore strettamente di un angolo giro (<360gradi). Siccome ogni angolo in un esagono misura 120gradi e per formare un angoloide ci vogliono almeno 3facce, 3×120=360 e ciò non è possibile!

SOLUZIONE DI UNO DEI QUESITI DEL PNI
alla festa di anna l’eta media è di 22 anni… in particolare l’eta media degli uomini è di22 anni e quella delle donne di 19 trovare il rapporto di uomini su donne………………indico con d la somma delle eta di tutte le donne e con m la somma delle eta di ttt gli uomini…inoltre con x il umero di uomini e con y il numero delle donne..dai dati sappiamo che d/y=19… m/x=26 e che (d+m)/(x+y)=22…quindi x=m/26 e y=d/19 quindi x/y=19m/26d…inoltre 22(x+y)=d+m…ma x+y=m/26+d/19..quindi sostituendo.. 22(m/26+d/19)=d+m…quindi 2/13m=3/19d…m=39/38d..quindi considerando che x/y=19m/26d sostituisci m e si trova che x/y=(19*39)d/(38*26)d semplificando x/y=3/4 poiche le d si elidono

SOLUZIONE PROBLEMA 2, PUNTO 2

La funzione che avevo risolto prima dovrebbe essere esatta.
per trovare l’intersezione asse x bisogna utilizzare teorema degli zeri.
si nota che in x=0 e x=1 c’è un cambio di segno della funzione in particolare: f(1)<00
quindi x il teorema degli zeri poniamo
a1=1 b1=c=0,5
c1=(a1+b1)/2=0,75 f(c1)=-0,28<0
continuiamo con lo stesso procedimento fino a quando nn viene un f(c) vicino allo 0
a2=c1=0,75 b2=b1=o,5
c2=0,625 f(c2)=-0,09
a3=c2=0,625 b3=b2=0,5
c3=0,5625 f(c3)=0,007
questo valore è molto vicino allo 0 quindi accettabile.
la funzione interseca l’asse x all’incirca nel punto (c3;0)

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INFORMATICA PROGRAMMATORI

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Le tecniche di digitazione trasmissione memorizzazione riproduzione di brani musicali hanno rivoluzionato il mercato discografico creando nuove opportunità e nuovi problemi. considera i principali aspetti di tale fenomeno e, successivamente, analizzi e risolva il seguente probelma:

Una casa editrice pubblica riviste prevalentemente rivolte a specialisti di varie discipline operanti in ambiente scientifico. Sapendo che:

 

Le pubblicazioni, che possono essere quindicinali, mensili, bimestrali, semestrali, sono diverse tra loro per l’ambito disciplinare a cui sono rivolte e per il prezzo unitario di ciascuna;
Sono inviate ad abbonati che abbiano sottoscritto un abbonamento di durata annuale o trimestrale;
Sono distribuite, su ordinazione, ad alcuni punti vendita dislocati all’interno di istituti di ricerca e di alta formazione italiani e stranieri;
A)     Definire e documentare adeguatamente la struttura di una base di dati che possa rispondere ad interrogazioni del tipo:

Elenco con nome, cognome e telefono degli abbonati di genere femminile residenti in Spagna;
Elenco con la data di scadenza degli abbonamenti stipulati in giugno 2009 e con il nominativo e l’indirizzo di posta elettronica dei relativi abbonati;
Elenco con la denominazione e il recapito degli istituti francesi che, nel 2008, hanno emesso ordini per la fornitura di riviste bimestrali di Chimica Industriale;
Numero complessivo delle riviste ordinate dal Politecnico di Torino nell’anno in corso.
B)      Descrivere le caratteristiche del software che si intende utilizzare per la realizzazione della base di dati;

C)      Spiegare nei dettagli come effettuare almeno una delle quattro interrogazioni proposte dalla traccia;

D)     Realizzare una pagina web, scegliendola a piacere tra quelle che potrebbero essere ragionevolmente presenti in un ipotetico sito della casa editrice.

I dati mancanti possono essere opportunamente scelti dal candidato

 

SOLUZIONE PROVA PRATICA INFORMATICA PROGRAMMATORI

> TABELLE:
>
> Abbonati
> #CodFis,cognome,nome,email,residenza,genere
>
> Riviste
> #id_rivista,tipologia,prezzo,nome,periodo
>
>
> Istituti
> #id_istituto,nome,recapito,nazione
>
> abbonamenti
> #id_rivista,#CodFis,data_abb,data_scadenza
>
> ordini
> #id_istituto,#id_rivista,quantitativo,data_ordine

>
>
>
> INTERROGAZIONI:
>
>
> Elenco con nome, cognome e telefono degli abbonati
> di genere femminile residenti in Spagna;
> SELECT nome,cognome,telefono FROM abbonati WHERE
> genere=’f’ AND residenza=’spagna’
>
> Elenco con la data di scadenza degli abbonamenti
> stipulati in giugno 2009 e con il nominativo e
> l’indirizzo di posta elettronica dei relativi
> abbonati;
> SELECT abbonamenti.data_scadenza, abbonati.nome,
> abbonati.email FROM abbonamenti, abbonati WHERE
> abbonamenti.CodFis = abbonati.CodFis AND
> abbonamenti.data_abb abbonamenti.data_abb>= ‘01/06/2009′
>
>
> Elenco con la denominazione e il recapito degli
> istituti francesi che, nel 2008, hanno emesso
> ordini per la fornitura di riviste bimestrali di
> Chimica Industriale;
> SELECT istituti.nome, istituti.indirizzo FROM
> istituti,riviste,ordini WHERE istituti.id_istituto=
> ordini.id_istituto AND riviste.id_rivista =
> ordini.id_rivista AND istituti.nazione=’francia’
> AND riviste.tipologia=’chimica industriale’ AND
> riviste.periodo=’bimestrale’;
>
> Numero complessivo delle riviste ordinate dal
> Politecnico di Torino nell’anno in corso.
> SELECT sum(ordini.quantitativo) from
> ordini,istituti WHERE where ordini.data_ordine
> >=’2009-01-01′ AND ordini.data_ordine
> istituti.id_istituto AND istituti.nome=’politecnico
> di torino’
>
>
> PAGINA WEB:
>
>
>
> Elenco riviste
>
>
>
> Nome
> RivistaTipologiaPeriodo
> uscita
>
>
> $con=mysql_connect(”localhost”,”root”,””);
> mysql_select_db(”dbriviste”,$con);
> $res=mysql_query(”SELECT * FROM riviste”);
> while($risultato=mysql_fetch_array($res))
> {
>
> print(””.$risultato[‘nomerivista’].””.$risultato[‘tipologia’].””.$risultat o[‘periodo’].””);
> }
>
> ?>
>
>

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INFORMATICA ABACUS DATABASE

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PRIMA PARTE TRACCIA DI INFO:

una società telefonica desidera dotarsi di un sistema informativo che consente ai propri tecnici l’accesso online ad una rubrica anagrafica dei contatti in modo che ciascun componente del gruppo possa consultare in ogni momento le informazioni in essa contenute e all’occorrenza aggiornarle,inserire nuovi dati,modificare,eliminare.L’amministratore del sistema informativo dovrà ampliare il portale al quale accedono abitualmente i membri del gruppo aggiungendo questa nuova funzione:ogni componente dovrà essere autenticato dal sistema in uso mediante inserimento di credenziali in modo da garantire un accesso sicuro alle informazioni e per cui autorizzato.Le informazioni sono condivise tra più utenti del gruppo di lavoro

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SOLUZIONE INFORMATICA ABACUS DATABASE!

SOLUZIONE ABACUS FATTA DA UN PROFESSORE  SCARICA PDF

 

 

 

 

 

CREATE TABLE ANAGRAFICA
(
ID_IDENTIFICATIVO NUMBER,
NOME VACHAR2(25),
COGNOME VARCHAR2(25),
TELEFONO VARCHAR2(25),
INDIRIZZO VARCHAR2(25),
PROVINCIA VARCHAR2(25),
CODICE_FISCALE VARCHAR2(25),
DATA_NASCITA DATE
CONSTRAINT pk_anagrafica_id PRIMARY KEY (ID_IDENTIFICATIVO)
);

CREATE TABLE ANAGRAFICA_PRECEDENTE
(
ID NUMBER,
ID_IDENTIFICATIVO_ANAGRAFICA NUMBER, <—– collega questo con ID_IDENTIFICATIVO diANAGRAFICA
NOME VACHAR2(25),
COGNOME VARCHAR2(25),
TELEFONO VARCHAR2(25),
INDIRIZZO VARCHAR2(25),
PROVINCIA VARCHAR2(25),
CODICE_FISCALE VARCHAR2(25),
DATA_NASCITA DATE
VALIDATO VACHAR2(25),
CONSTRAINT fk_anagrafica_id PRIMARY KEY (ID_IDENTIFICATIVO_ANAGRAFICA)
REFERENCES ANAGRAFICA (ID_IDENTIFICATIVO)
);

CREATE TABLE OPERATORI
(
ID_IDENTIFICATIVO_OP NUMBER, VANNO COLLEGATI TUTTI QUI
NOME VACHAR2(25),
COGNOME VARCHAR2(25),
TELEFONO VARCHAR2(25),
CODICE_FISCALE VARCHAR2(25),
DATA_NASCITA DATE,
RUOLO VARCHAR2(25),
ASSUNZIONE DATETIME,
CONSTRAINT pk_operatori_id PRIMARY KEY (ID_IDENTIFICATIVO_OP)
);

CREATE TABLE ACCESSO_OPERATORI
(
ID_IDENTIFICATIVO_ACCE_OP NUMBER, <—– collega questo con ID_IDENTIFICATIVO_OP diOPERATORI
LOGIN VACHAR2(25),
PASSWORD VARCHAR2(25),
CONSTRAINT fk_operatori_id PRIMARY KEY (ID_IDENTIFICATIVO_ACCE_OP)
REFERENCES OPERATORI (ID_IDENTIFICATIVO_OP)
);

CREATE TABLE LOG
(
ID_IDENTIFICATIVO_UTENTE_LOG NUMBER, <—– collega questo con ID_IDENTIFICATIVO_OP diOPERATORI
ACCESSO_SESSIONE DATETIME,
USCITA_SESSIONE DATETIME,
CONSTRAINT fk_operatori_log PRIMARY KEY (ID_IDENTIFICATIVO_UTENTE_LOG)
REFERENCES OPERATORI (ID_IDENTIFICATIVO_OP)
);
)

CREATE TABLE OPERAZIONI
(
ID_IDENTIFICATIVO_UTENTE_OPERAZIONE NUMBER, <—– collega questo con ID_IDENTIFICATIVO_OP diOPERATORI
ORA_OPERAZIONE DATETIME,
TIPO_OPERAZIONE DATETIME,
CONSTRAINT fk_operatori_operazione PRIMARY KEY (ID_IDENTIFICATIVO_UTENTE_LOG)
REFERENCES OPERATORI (ID_IDENTIFICATIVO_OP)
);

).

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TURISTICO, SAGGIO DI CRISI ECONOMICA

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Crisi finanziaria, i danni che non ci dicono

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Se il capitalismo è fallito o no non si può ancora dire, anche se l’economia più florida adesso è quella cinese che si basa sulle dottrine socialiste. Quello che si può affermare è che la corsa alla privatizzazione ha incontrato un ostacolo insormontabile e che si dovrebbe riflettere un po’ sulle conseguenze del libero mercato
17 ottobre 2008 – Massimiliano Martucci
Fonte: Extra Magazine
Il presidente iraniano Ahmadinejad ha annunciato ieri che con questa crisi si sancisce la fine del capitalismo, che è un sistema corrotto che non segue i principi del Corano. Parole che fanno eco a quelle di Ratzinger che definivano i soldi come poco importanti rispetto alla Parola di Dio. Se il capitalismo è fallito o no non si può ancora dire, anche se l’economia più florida adesso è quella cinese che si basa sulle dottrine socialiste. Quello che si può affermare è che la corsa alla privatizzazione ha incontrato un ostacolo insormontabile e che si dovrebbe riflettere un po’ sulle conseguenze del libero mercato. Andiamo con ordine.

Tutto inizia, secondo le cronache, quando alcune banche americane iniziano a concedere prestiti a chiunque per acquistare case. Sembrava un affare promettente: invece di pagare un affitto, l’inquilino poteva pagare un mutuo. Le garanzie richieste erano in pratica zero, soprattutto in confronto alle regole bancarie nostrane che fanno in modo che i prestiti vadano a chi i soldi già ce l’ha. I mutui concessi dalle banche americane erano tantissimi: chiunque, anche senza un lavoro fisso, poteva permettersi una casa. A causa dell’inflazione e dell’aumento del costo della vita, molti di coloro che erano in debito nei confronti delle banche non hanno più potuto pagare le rate del mutuo, e sono stati costretti a lasciare la propria casa. Le banche ora si trovavano nella condizione di possedere migliaia di case e appartamenti sfitti il cui prezzo era svalutato e che nessuno poteva comunque permettersi di acquistare.

A questo si è aggiunto l’intervento delle diverse banche di affari che, convinte che l’affare fosse lucroso, avevano acquistato le cartelle dei crediti dalle banche che avevano concesso i mutui, sperando di poterci guadagnare qualcosa. La bolla dei subprime, quando è scoppiata, ha portato con se tutto il sistema bancario americano, e conseguentemente tutta l’economia del paese. In Italia ci dicono che questo non può accadere, che il nostro sistema è diverso. Infatti ci sono regole molto più severe nei confronti della finanza. Il fatto è che le banche di affari americane (le banche delle banche) avevano investito anche nel nostro paese, comprando azioni dell’Unicredit ad esempio, ma i dati certi non ce ne sono, perchè il nostro governo li tiene gelosamente nascosti.

Quello che nessuno dice però, è che il sistema americano è tutto privatizzato, dalla scuola alla sanità alla previdenza sociale. Lo tsunami che ora si è scatenato ha devastato ogni aspetto della vita degli statunitensi, perché tutto passava dalle banche e dalle assicurazioni. Tantissimi americani hanno perso la pensione, definitivamente, perché l’avevano investita in fondi che poi sono falliti. In Italia questa operazione era stata messa in piedi due anni fa, con la storia del TFR, e molti lavoratori si sono lasciati convincere dal miraggio di poter guadagnare dieci euro in più al mese, affidando la propria liquidazione o la propria pensione agli interessi delle banche. Il sistema liberista, quello che trasforma in merce da vendere o acquistare qualsiasi cosa, ha contagiato anche le istituzioni di protezione sociale che il nostro paese aveva da decenni. Conseguentemente, in base ai fatti che stanno succedendo, non possiamo più essere certi che alla fine del nostro lavoro ci aspetterà la liquidazione o la pensione

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PEDAGOGIA

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CI ARRIVANO INDISCREZIONI SECONDO LE QUALI QUESTA E’ LA TRACCIA DI PEDAGOGIA. TUTTI ASSIEME A CERCARE DI RISOLVERLA PER AIUTARE GLI AMICI MATURANDI! ASPETTIAMO NOTIZIE SULLE ALTRE MATERIE

 

seconda prova pedagogia


Nella tipica situazione educativa, di un gruppo composto da trenta studenti con un solo insegnante, era improbabile che la qualità dell’istruzione fosse ottimale per tutti. L’unica funzione dei correttivi era di fornire ad ognuno i suggerimenti educativi e/o la partecipazione attiva e la pratica e/o la quantità e il tipo di rinforzi di cui aveva bisogno per completare l’apprendimento dell’unità. A questi scopi furono usati i seguenti correttivi: sessione di studio a piccoli gruppi, assistenza individualizzata, materiali di apprendimento alternativi (libri di testo supplementari, libri di lavoro, istruzione programmata, metodi audiovisivi, giochi educativi) e ripetizioni dell’insegnamento. Le sessioni a piccoli gruppi e l’assistenza individualizzata, per esempio, aggiungevano all’apprendimento di ogni studente un’importante componente personale-sociale che non rientrava nella classica istruzione a gruppi numerosi. I libri di lavoro e l’istruzione programmata fornivano allo studente l’addestramento che poteva risultargli necessario”.
J. H. BLOCK, Introduzione al mastery learning.

Teoria e pratica in Mastery learning (procedimenti scientifici
di educazione individualizzata), a cura di J. H. BLOCK, Loescher, Torino, 1985

Affronta, attraverso l’esemplificazione proposta da J. H. Block, il tema di una didattica calibrata sulle capacità di apprendimento dei singoli alunni. In particolare: discuti sotto i diversi profili il rapporto tra istruzione per gruppi ed istruzione individualizzata; soffermati sulla proposta di correttivi didattici indicata nel testo, vagliandone la funzionalità dal punto di vista dell’apprendimento; illustra il concetto di rinforzo, collocandolo all’interno di un’azione didattica svolta per unità di apprendimento.

PEDAGOGIA TEMA SVOLTO SCARICA IL PDF

 

OPPURE IN ALTERNATIVA

Si sta affermando come una delle ‘ strategie’ di insegnamento individualizzato più accreditate e adeguate, sia sul piano psicologico (è costruita nel rispetto delle capacità e dei ritmi individuali di ciascun allievo) sia sul piano pedagogico (per l’ottimalità delle prestazioni cognitive che è in grado di conseguire) il ‘mastery’ utilizza la formula dell’approccio collettivo all’istruzione individualizzata, sulla scia del principio che gli studenti imparano proprio collaborando tra loro; in questa direzione il ‘mastery’ aspira a realizzare una situazione di insegnamento/apprendimento ideale, ottimale, razionale, tale da poter porre tutti gli allievi nelle condizioni di padroneggiare quelle conoscenze e competenze culturali ‘minime’ che i singoli gradi scolastici pongono a obiettivo dei loro processi di istruzione. Per conseguire detto traguardo, tale procedura didattica gioca su due piani: il primo, è quello del rispetto dei ‘ritmi’ e dei ‘tempi’ di assorbimento dei contenuti culturali da parte di ciascun allievo (per cui sono previste nel suo percorso didattico degli stop, delle verifiche e delle fasi di recupero); il secondo, è quello che impegna i docenti a pianificare la propria ‘disciplina’ mediante un rigoroso censimento dei contenuti ‘ essenziali’ e ’significanti’ che si intendono promuovere. Più in dettaglio, le fasi di scorrimento metodologico del mastery learning sono: a) la suddivisione della materia in unità didattiche; b) la previsione dei tempi complessivi necessari per ottenere una diffusa padronanza di tali unità; c) la determinazione degli obiettivi cognitivi che si intendono conquistare, attraverso l’utilizzazione di una scala tassonomiica (’tassonomia’); d) un’accurata predisposizione dei materiali didattici che contengono i contenuti informativi che si vogliono fare apprendere; e) la valutazione formativa, e cioè a dire un primo controllo in itinere (con tests di misurazione di quanto appreso) delle competenze acquisite dopo la somministrazione di una porzione dell’unità didattica; f) fase di recupero: predisposizione di itinerari di apprendimento alternativi per quegli allievi che non hanno superato la prova della valutazione formativa. Alla fine della catena è prevista una prova conclusiva, detta sommativa, che integra, in un testo finale, il controllo delle performances che il discente ha incontrato e superato nelle fasi interne del mastery learning.”

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SCIENZE SOCIALI

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“Milioni di persone accalcate negli slum. Lo slum è il luogo comune della miseria, dove si concentra ogni pericolo ed esclusione visto che sorge nei posti fetidi delle città ed è esposto al peggior inquinamento, alle frane e agli allagamenti. La densità è altissima come la violenza e la criminalità. Poi ci sono gli incendi, spesso dolosi. Come si fa a capire la povertà del mondo di oggi? Basta pensare al sifone del gabinetto… chi sta in alto respira aria pulita e guarda verso il cielo. Chi sta nella strettoia centrale si industria a galleggiare sulla schiuma. Ma chi sta sotto la curva del sifone, per quanti sforzi faccia, non ha modo di risalire. In altre parole: i poveri sono sempre più poveri e ciò accade tanto nei paesi del terzo mondo quanto nelle nostre città, dalla giungla al giardino di casa nostra. Il mondo è disseminato di trappole che si chiamano assenza: di cibo, acqua, casa, patria, ecc… Ci prepariamo ad assistere alla nascita di una nuova specie?Homo Nihil, il povero più povero sarà il prossimo anello dell’evoluzione umana?”
Il candidato commenti il passo sopra riportato, tratto da un libro scritto da un antropologo che ha analizzato la miseria esprema delle megalopoli di Africa e Asia. Risponda inoltre alle domande:
– Fino a che punto è condivisibile la prospettiva che l’Hono Nihil diventi l’ultimo anello della catena sociale?
– Si registrano analoghesituazioni di precarietà e di miseria nelle nostre città occidentali?
– Sarà possibile un mondo senza povertà, come sostiene Muhammad, premio nobel per la pace?

 

 

DOMANDE
1)Che cosa si intende per principio di tolleranza? Qual’è il ruolo del principio di tolleranza nello svolgimento dell’attività educativa? In che senso l’educazione è anche educazione alla tolleranza?

2) L’educazione interculturale;  l’accoglienza degli alunni stranieri; la funzione del mediatore linguistico-culturale – come si potrebbe superare l alternativa tra etnocentrismo e relativismo culturale?

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CHIMICA (attendiamo aggiornament via sms da dentro)

Quesito 1 : in una soluzioneacquosa è disciolto un composto organico…
quesito 2 : le sostanze solubili contenute in un prodotto vegetale…
quesito 3 :i gas di petrolio liquefatti stanno ottenendo …
quesito 4 : l’equilibrio kimiko governa gran parte delle reazioni…


ELETTRONICA E COMUNICAZIONI

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Si vuole monitorare, con cadenza di acquisizione pari a 10 secondi, la temperatura durante il processo di produzione di una particolare fibra plastica. Sapendo che:
* la temperatura è compresa tra 0°C e 100 °C e ad ogni varizione di 1 °C corrisponde una variazione di 10 mV
* il numero di sensori di temperatura utilizzati nell’impianto è pari a 8
* è necessario fornire in uscita, oltre alle temperaturedei sensori, anche la temperatura media
* le specifiche a cui lo strumento deve soddisfare sono:
– rapporto segnale/rumore del convertitore A/D non deve essere inferiore a ~ 72 dB
– la tensione di riferimento del convertitore A/D sia pari a Verf= + 5 Volt.

Il candidato, formulate le ipotesi aggiuntive che ritiene opportune:
1 Individui uno schema a blocchi dell’impianto utilizzando un microcontrollore o un micorprocessore conosciuto
2 Sviluppi il circuito di condizionamento tra un sensore di temperatura ed un canale del convertitore analogico digitale
3 indichi le risorse software in termini di registri e/o variabili utilizzate per realizzare l’algoritmo di acquisizione e di calcolo della temperatura media;
4 disegni il diagramma di flusso dell’algoritmo per il calcolo della temperatura media;
5 fornisca una porzione di codice significativa dell’algoritmo utilizzato
6 indichi almeno un tipo di circuito per visualizzare le grandezze acquisite ed elaborate.

SOLUZIONI

Dovete avere un amplificatore non invertente che amplifica di 5 per ottenere all’ingresso dell’ADC una tensione di 5V in corrispondenza della temperatura massima dimensionando la resistenza di feedback pari a 40K e l’altra resistenza pari a 10K…….poco alla volta vi dirò il resto …..per ora questa è la rete di condizionamento uguale per tutti i canali di acquisizione

nello schema a blocchi mettete 8 sensori di temperatura seguiti ogniuno dalla rete di condizionamento risolta prima , da un filtro passa basso , da un sample/hold che campiona ogni 10/8 sec. , da un multiplexer per la selezione del canale e all’uscita del mux mettete l’ADC che poi lo collegate al bus dati insieme al microprocessore…rispondete a me per la soluzione…tra poco arriva dell’altro!!!!!

per il punto 3 dovete disporre di 8 celle di memoria per immagazzinare gli 8 dati provenienti dall’ADC ; tali dati devono essere di seguito sommati tra loro e il risultato deve essere messo nel registro accumulatore…il contenuto di tale registro deve essere diviso per 8 per ottenere la media e il risultato lo immagazzinate im memoria …..un tipo di circuito per visualizzare le grandezze(punto 6) potrebbe essere il classico decoder-driver che pilota l’accensione di un display a sette segmenti ( ve ne servono tre di questi perchè la temperatura da visualizzare è a 3 cifre essendo fino a 100 gradi )

 

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RAGIONERIA

Il controllo di gestione è un sistema di processi e di strumenti che guida la gestione verso il raggiungimento degli obiettivi aziendali, assicurando che le risorse vengano acquisite e utilizzate in modo efficiente ed efficace. Il candidato dopo aver illustrato con opportune esemplificazioni tale affermazione, consideri le seguenti informazioni relative ad Alfa S.pA., impresa che svolge attività industriale.
-La funzione Ricerca&Sviluppo, nell’anno 2008 ha messo a punto un prodotto innovativop la cui commercializzazione è iniziata nel secondo semestre con tre commesse, diversificate nelle caratteristiche tecniche del prodotto, rispettivamente di 12.000 unità, 8500 unità e 15.000 unità.
-I costi totali sostenuti per la lavorzione delle tre commesse sno relativi alle materie prime per 1.450.000 euro e alla manodopera per 680.000 euro.
-I costi indiretti contabilizzati nei Reparti di laorazione sono:
Reparto A Reparto B Reparto C
Materie sussidiarie 92.000 160.000 124.000
Manodopera indiretta 66.000 115.000 89.000
Altri costi industr. 124.000 212.400 163.600
-I costi indiretti sostenuti nelCentro di assistenza tecnica e controllo qualità sono relativi alla manodopera indiretta per 54.000 euro, alla manutenzione per 18.000 euro ed altri costi per servizi per 12.000 euro.

 

Il candidato , commentando le scelte operate:

a.definisca i criteri di localizzazione dei costi del Centro assistenza tecnica e controllo qualità sui Reparti di lavorazione e quantifichi l’importo dei costi riversati.
b.calcoli il costo di ogni commessa
c.presenti lo Stato Patrimoniale di Alfa spa al 31/12/2008, che evidenzi un Patrimonio netto di
24.400.000 euro e un totale dell’attivo di 40.000.000 euro, e il Conto economico dal quale emerga la differenza tra il Valore della produzione e i costi della produzione pari a 5.060.000 euro

Successivamente il candidato sviluppi uno dei seguenti punti:

1.presentare il Budget economico redatto da Alfa spa per l’esercizio 2009, corredato dai budget delle vendite , della produzione e degli investimenti fissi, considerando che la società prevede un incremento delle vendite del 4%
2.Redigere i punti della Nota Integrativa al bilancio di Alfa spa al 31/12/2008 relativi alle immobilizzazioni , al patrimonio netto, ai crediti e debiti e al trattamento di fine rapporto.
3.presentare lo stato patrimoniale di Alfa spa al 31/12/2008 riclassificato secondo il criterio della liquidità\esigibilità, effettuare l’analisi per indici e margini e redigere una relazione sulla situazione patrimoniale e finanziaria dell’impresa

SOLUZIONE QUESITO 3

attivo: voce A 0
voce B IMMOBILIZZAZIONI:
immateriali 3000
materiali 22.000
totale 25.000
voce C
attivo circolante:
rimanenze 5.500
crediti 9.300
disponibilita 100
totale 14.900
voce d
ratei e risconti 100

totale attivo 40.000

PASSIVO:
VOCE A. Patrimonio netto 24.000
capitaler sociale 18.000
riserve 4.000
utile 2.000

VOCE B 500
VOCE C 2.200
VOCE D 13.150
VOCE E 150
TOTALE PASSIVO 40.000

 

RISPOSTA ALLE DOMANDE DI ECONOMIA AZIENDALE

L’azienda è una struttura composita formata da risorse di diversa natura,
organizzata nelle sue varie parti, per conseguire, attraverso un processo di
produzione di ricchezza, finalità ed obiettivi, strumentali al
raggiungimento del suo scopo ultimo
quale risulta dalla vision aziendale. Nel formulare la propria Vision
l’azienda definisce la sua meta specificando il ruolo sociale che intende
svolgere, i confini entro i quali intende muoversi, i principi etici a cui
intende ispirare le sue scelte di governo ed i suoi comportamenti (mission).
Il tutto dev’essere finalizzato a garantire nel tempo una conveniente ed
adeguata remunerazione di tutti i portatori di interessi direttamente o
indirettamente coinvolti nell’attività d’impresa (stakeholder) e deve
rispondere alle esigenze del mercato e dell’ambiente utilizzando al meglio
le risorse disponibili.
Per facilitare il raggiungimento dei risultati e delle finalità aziendali
occorre innescare un circuito virtuoso tra l’attività di governo e la
creazione di un contesto lavorativo favorevole, in cui si condividano gli
obiettivi e le scelte aziendali, si acquistino consensi e si attraggano
risorse.
Il meccanismo operativo che permette il funzionamento del circuito è il
sistema di controllo in quanto consente di svolgere in sequenza logica le
tre fasi fondamentali in cui si articola l’attività di direzione ossia
pianificazione, programmazione e controllo .
Il controllo è un meccanismo operativo finalizzato ad orientare i
comportamenti individuali ed organizzativi verso il raggiungimento degli
obiettivi aziendali, può essere strategico, se verifica la validità delle
strategie in conformità ai cambiamenti ambientali, e manageriale quando
verifica che l’organizzazione aziendale sia sufficientemente motivata,
condivida le scelte aziendali e raggiunga i risultati desiderati;
Il controllo sull’organizzazione ha l’effetto di migliorare l’informazione
verso i dipendenti, motivare questi ultimi e verifica che sussistano le
capacità e le competenze necessarie per svolgere le funzioni assegnate. La
necessità di un controllo di gestione nasce soprattutto quando si
verificano situazioni di crescita dimensionale (strutturale e/o operativa),
aumento della turbolenza ambientale e passaggio da una direzione
imprenditoriale ad una direzione manageriale.
In sintesi Il controllo di gestione è il processo attraverso il quale i
responsabili ai vari livelli si assicurano che le risorse vengano acquisite
ed impiegate in modo efficace ed efficiente per il
conseguimento degli obiettivi d’impresa, esso è nel contempo: -?Un metodo di
lavoro direttivo mediante il quale l’azienda si dota di strumenti idonei a
migliorare la qualità decisionale.
-?Un sistema di misura e valutazione delle performance aziendali in quanto
gli obiettivi assegnati ai vari responsabili costituiscono i parametri per
valutare la loro capacità.

Il FEEDBACK CONTROL riguarda il monitoraggio delle differenze tra i
risultati desiderati e risultati ottenuti. Su queste informazioni si fondano
le azioni correttive da apportare al piano/programma.
Fasi del controllo di gestione:
-Definizione degli obiettivi da raggiungere entro un certo periodo di tempo.
-Elaborazione ed approvazione di un programma opportunamente articolato e
coordinato per il raggiungimento di tali obiettivi.
-Rilevazione delle informazioni consuntive sull’andamento effettivo della
gestione.
-Confronto tra risultati raggiunti e programmati.
-Analisi delle cause di scostamento.
-Adozione di adeguati provvedimenti “correttivi”.
I soggetti coinvolti nel Controllo di Gestione sono l’Alta Direzione
(pianificazione, programmazione e controllo), ?tutti i manager che
necessitano di informazioni per prendere decisioni utili per il buon
funzionamento dell’impresa (programmazione e controllo) e gli specialisti
del controllo (controller);

SOLUZIONE ALTERNATIVA

In un’azienda il controllo di gestione, detto anche controllo direzionale, è il sistema operativo volto a guidare la gestione verso il conseguimento degli obiettivi stabiliti in sede di pianificazione operativa, rilevando, attraverso la misurazione di appositi indicatori, lo scostamento tra obiettivi pianificati e risultati conseguiti e informando di tali scostamenti gli organi responsabili, affinché possano decidere e attuare le opportune azioni correttive.Scopo del controllo di gestione è quello di aiutare il personale ad indirizzare il proprio comportamento verso il conseguimento degli obiettivi aziendali, proprio in quest’ottica il sistema di controllo di gestione dovrebbe essere interrelato con il sistema di valutazione del personale e, quindi, con il sistema incentivante.Il sistema di controllo di gestione è strettamente connesso al sistema di pianificazione, tanto che di solito, sia in ambito teorico che nella pratica aziendale, si parla di “sistema di pianificazione e controllo”.
Dal punto di vista organizzativo, il sistema di controllo di gestione è normalmente progettato e gestito da un organo posto in staff al vertice aziendale (o al vertice di una divisione aziendale); la persona preposta a questo organo viene a volte qualificata controller, con un termine importato dalla pratica aziendale statunitense.Il processo di controllo di gestione si svolge secondo un ciclo periodico, normalmente annuale, articolato nelle seguenti fasi:controllo antecedente;controllo concomitante;controllo susseguente.1) Il controllo antecedente o budgeting si interfaccia con il sistema di pianificazione e si sostanzia nella predisposizione del budget.2)Il controllo concomitante si svolge parallelamente alla gestione e consiste:nella misurazione periodica degli indicatori, attraverso la rilevazione dei costi (diretti ed indiretti, per definire il cosiddetto costo pieno) e dei risultati; ecc. 3)Il controllo susseguente chiude il ciclo di controllo di gestione e si sostanzia nella comunicazione ai centri di responsabilità e al vertice aziendale delle informazioni sulla misurazione finale degli indicatori.

CONTO ECONOMICO PUNTO C

A) VOLORE PRODUZIONE 58.950.000
b9 COSTI DELLA PRODUZIONE -53.890.000
DIFFERENZA A-B 5.060.000
C) PROVENTI E ONERI FINANAZIERI – 890.000
d 0
e) stroardinari – 212.600
RISULTATO PRIMA IMPOSTE 3.957.400
IMPOSTE -1.957.400
UTILE 2.000.000

Soluzione quesito A
Per ripartire i costi del Centro Assistenza tecnica e controllo qualità sui tre reparti dell’azienda Alfa, ocorre impostare un quadro economico ante-riparto, inserendo i costi che è già possibile ripartire nell’ambito dei centri di costo deriati dal piano dei centri di costo dell’azienda Alfa:

Piano costi ante-riparto
RA RB RC ass e qual Tot
Materie sussidiarie 92.000,00 160.000,00 124.000,00 376.000,00
Manodopera indiretta 66.000,00 115.000,00 89.000,00 270.000,00
Altri costi industriali 124.000,00 212.400,00 163.600,00 500.000,00
Manodopera indiretta 54.000,00
Manutenzione 18.000,00
altri costi per servizi 12.000,00
Totale 282.000,00 487.400,00 376.600,00 84.000,00 1.146.000,00

A questo punto occorre ribaltare i costi del centro assistenza e qualità sui reparti produttivi dell’azienda Alfa. Il ribaltamento consiste infatti nel trasferimento dei costi localizzati nei centri ausiliari sui centri produttivi tramite l’impiego di idonee basi di riparto.
L’unica informazione che il testo fornisce è quella relativa alle quantità di produzione del prodotte nelle tre commesse. I dati possono essere pertanto utilizzati per calcolare il coefficiente di ripartizione, dato base riferita all’oggetto/totale base imputazione. Nel nostro caso, la base di imputazione sono le quantità prodotte per commessa, per cui il coefficiente sarà:

commessa A commessa B commessa C Totale
Quantità prodotte 12.000 8.500 15.000 35.500
coefficiente di riparto 34% 24% 42%

Adesso occorre moltiplicare i coefficienti di commessa per il costo da ripartire in modo tale da individuare la quota di costi indiretti del centro assistenza e qualità che devono essere localizzati nei reparti di produzione e chiudere così il centro
Quadro economico post-ribaltamento centro assistenza e qualità:
RA RB RC ass e qual Tot
Materie sussidiarie 92.000,00 160.000,00 124.000,00 376.000,00
Manodopera indiretta 66.000,00 115.000,00 89.000,00 270.000,00
Altri costi industriali 124.000,00 212.400,00 163.600,00 500.000,00
Manodopera indiretta 54.000,00
Manutenzione 18.000,00
altri costi per servizi 12.000,00
primo totale 282.000,00 487.400,00 376.600,00 84.000,00 1.146.000,00
Ribaltamento centro ass e qual 28.394,37 20.112,68 35.492,96 – 84.000,00 0

Se vogliamo evidenziare il ribaltamento per singola categoria di costo, i valori sono i seguenti:
RA RB RC 12.000,00
ripartizione Man ind 18.253,52 12.929,58 22.816,90 54.000,00
ripartizione manut 6.084,51 4.309,86 7.605,63 18.000,00
ripart altri costi per servizi 4.056,34 2.873,24 5.070,42 12.000,00
Totale 28.394,37 20.112,68 35.492,96 84.000,00

Soluzione quesito B
Per determinare il costro industriale (di produzione) delle commesse occorre prendere in considerazione tutti i costi diretti ed indiretti di produzione. Per prima cosa occorre pertanto attribuire alle singole commesse i costi di materie prime e manodopera diretta che il testo fornisce come dato complessivo, moltiplicando i coefficienti di riparti di ogni commesa per i costi complessivi da ripartire
Determinazione costi diretti di commessa
Commessa 1 Commessa 2 Commessa 3
Quantità prodotte 12000 8500 15000 35500
coefficiente di riparto 34% 24% 42%
Manodopera diretta (MOD) 22.985,92 16.281,69 28.732,39 68.000,00
Materie Prime (MP) 490.140,85 347.183,10 612.676,06 1.450.000,00 1.450.000,00
In genere la MOD viene attribuita sulla base delle ore MOD; nel caso dell’azienda Alfa per ripartire i costi di MOD è stata utilizzato lo stesso coefficiente utilizzato per le materie prime poiché si ipotizza che le ore di produzione siano uguali per le tre commesse, che producono lo stesso prodotto.
Per attribuire i costi dai centri produttivi (reparti) alle commesse occorre determinare, per ogni centro, un coefficiente unitario di costo (totale costi imputati al centro/volume di produzione del centro)
Calcolo coefficiente unitario di costo per reparto
RA RB RC
Totale 310.394 507.513 412.093
volume pdz del centro 23.500 35.500 35.500
coeff unitario di costo 13 14 12
Le quantità prodotte delle tre commesse passano dai diversi reparti per le diverse lavarazioni per cui ad esempio, le 12.000 unità della commessa 1 vengono prima lavorate nel reparto A per un costo di € 158.499,25 (13*12.000), quindi nel reparto B per un costo di 171.553,58 (14*12.000), quindi nel reparto C per un costo di 139.299,03 (12* 12.000) per un costo complessivo pari alla somma dei tre costi parziali di € 469.351,86. Per la commessa B il procedimento è identico, si modificano solo le quantità prodotte (8.500), per la commessa C vengono presi in considerazione solo il reparto B e il reparto C poiché non passa dal reparto A (vedi figura)
Determinazione della quota dei costi indiretti di produzione da attribuire alle tre commesse
RA RB RC Totale
Costo unitario per reparto 13 14 12
Commessa 1 158.499,25 171.553,58 139.299,03 469.351,86
Commessa 2 112.270,30 121.517,12 98.670,14 332.457,57
Commessa 3 214.441,98 174.123,78 388.565,76
A questo punto, per determinare il costo industriale per ogni commessa, basta aggiungere ai costi diretti di commessa i costi indiretti così calcolati
Determinazione del costo industriale di commessa
Commessa 1 Commessa 2 Commessa 3
MOD 22.985,92 16.281,69 28.732,39
MP 490.140,85 347.183,10 612.676,06
altri costi industriali 469.351,86 332.457,57 388.565,76
Costo industriale 982.478,62 695.922,36 1.029.974,21

Soluzione punto B

ecaziendale

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seconda prova TROVATE QUI LA PROVA COMPLETA DI RAGIONERIA SVOLTA DA UN NOSTRO UTENTE


 

ALBERGHIERO

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traccia alberghiero.

La crisi attuale del turismo non è solo di carattere congiunturale.la stretta economica e la diminuzione dei consumi hanno accertato le tendenze negative già in atto da alcuni anni. un aspetto strutturale della crisi del turismo è legato all’inadeguatezza del sistema ricettivo e allo squilibrio che si è venuto a creare da un punto di vista qualitativo, tra la domanda e l’offerta di servizi turistici e alberghieri. l’età media delle strutture alberghiere è elevata, la dimensione media delle imprese turistiche è modesta e frazionata, i costi sono alti, la gestione si concentra soprattutto sulla conservazione dell’esistente e le iniziative innovative sono rare. il candidato elenchi e commenti le principali cause della crisi strutturale del turismo alberghiero in italia

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TRACCE LICEO SCIENTIFICO TECNOLOGICO

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In un sistema di riferimento cartesiano ortogonale 0xy, si consideri la funzione f:R freccia R definita da f(x)=x al cubo+kx, con k parametro reale.
1) Si dica come varia il grafico di f al variare di k (k positivo,negativo o nullo)

2)Sia g(x)=x al cubo e gamma e la retta e la retta d’equazione y=1-x hanno un solo P in comune.Si determini l’ascissa di p approssimandola a meno di 0,1 con un metodo iteravito di calcolo

3) Sia D LA REGIONE FINITO del primo quadrante delimitata da gamma e dal grafico della funzione inversa di g.Si calcoli l’area di D

4)la regione D e la base di un solido W le cui sezion i con i piani perpendicolari alla bisettrice del primo
quadrante sono tutte rettangolari di altezza 12 .Si determini la sezione di area massima .Si calcoli il volume di W.

SOLUZIONI

Il grafico varia in funzione di k.
k può assumere valori reali non nulli, il grafico delle funzione associata degenera in una parabola per valori pari di k (=0(mod2)), altrimenti è un’iperbole traslata.
Questa è la spiegazione più chiara, non si può dire altro.

ii)Mettendo a sistema, occorre trovare le soluzioni, ciè l’unione delle soluzioni delle equazioni.
L’equazione risolvente che si ottiene è
x^2+5x+1=1 cioè semplifico 1
$x^2+5x=0
cioè
x=0
x=5.

La storia dell’approssimazione era per confondere, non cadeteci!

iii)
Si tratta di calcolare l’integrale indefinito
integrale (1/x+1/x^2)
cioè
-1/x^2-1/x.
Ponendo x=2 (l’intersezione) ottengo
$-1/2-1/2=-1

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LINGUISTICO

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PER IL LINGUISTICO FINALMENTE LE PRIME INDISCREZIONI! CI DICONO CHE SIA L’Analisi del testo francese Le Bonheur en Allemagne de Michel Tournier


ITIS MECCANICA

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Traccia itis meccanica..ASPETTIAMO CHE QUALCUNO CI AIUTI A RISOLVERLA!
Nel disegno allegato è rappresentato un albero che trasmette una potenza di 100 kW alla velocità
angolare di 1450 giri/min. La ruota dentata calettata su di esso per mezzo del profilo scanalato a
profili cilindrici (UNI 8953 – 8 x 46 x 54 T), presenta le seguenti caratteristiche geometriche:
numero dei denti z = 17
modulo m = 5 mm
angolo di pressione 0 = 20°
JarghezzajBsciajJentata b = 50 rara
L’albero alla sua estremità è dotato di un ulteriore profilo scanalato (UNI 8953 – 8 x 42 x 48 T)
destinato ad accogliere la flangia di un giunto.
n candidato, in base alle conoscenze acquisite durante il percorso formativo, tenendo conto dei dati
indicati e completati dalle sue opportune assunzioni, esegua:
• la verifica di stabilità dell’albero e della ruota dentata, scegliendo opportunamente i materiali;
• la scelta dei cuscinetti fissando un obiettivo di durata di 8000 ore;
• il disegno costruttivo dell’albero, completo di quote, tolleranze (geometriche e dimensionali) e
gradi di rugosità.
Inoltre, facendo riferimento ad un determinato numero dei pezzi da produrre, definisca il ciclo di
lavorazione dell’albero, mettendo in evidenza le sequenze delle operazioni di produzione e di
collaudo, il grezzo di partenza, le macchine, gli utensili, i parametri di taglio ed i trattamenti termici.
Le dimensioni non indicate si ricavano dal disegno, considerando che la scala di rappresentazione è
1:2.

 

RINGRAZIAMO ROSSELLA, ECCO IL DISEGNO DI MECCANICA PER RISOLVERE IL PROBLEMA!

 

disegno meccanica

 

 

Scritto da La Francy

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